a cura dell'Istituto Augusteo di Araldica *

 * Menzione d'Onore de la Academia Heràldica de Historia  de la Sociedad Heràldica Espanola

 



UN INEDITO DOCUMENTO GIUDIZIARIO

TOTO'

Principe di Bisanzio

A oltre trent’anni dalla sua morte, avvenuta il 15 aprile 1967, sui giornali e alla televisione si insiste volentieri nel porre in dubbio la legittimità del titolo “principesco” di Totò.

   Imperial, amante com’è della verità di cronaca, è ben lieta perciò di pubblicare, per cognizione di quei lettori avidi di conoscenza verace, il dispositivo della sentenza del Tribunale di Napoli, IV sezione civile, pronunciata il 1° marzo 1950, a seguito ricorso presentato per rettifica atto di nascita.

   Dalla storia si impara che, occupata Bisanzio dai turchi nel 1453 e ucciso l’Imperatore Costantino XI, reo di non essersi convertito all’Islam e morto da “martire”, cessò praticamente di esistere l’Impero Romano d’Oriente.

   Rifugiatisi però in Italia molti dei superstiti delle diverse Casate Imperiali, essi pretesero alla successione… Fra i tanti pretendenti, vi era naturalmente anche il Capo di Nome e d’Arme della Casa dei Focas o Foca, oggi rappresentata dalla principessa Liliana De Curtis, ossia dalla figlia di Totò!

 

Totò con la bella Rosanna Schiaffino

   Ora, trattando dei Focas, se le cognomizzazioni di cui si parla nella sentenza sotto riportata vanno riferite al discendente di quel Focas succeduto a Maurizio Tiberio III (582-602), ultimo Imperatore sul Trono della dinastia giustinianea, allora queste si riducono ai cognomi: Flavio, Valerio, Claudio, Giulio; se invece le cognomizzazioni vanno riferite al discendente di quel Niceforo II (963-969) che succedette a Basilio II e Costantino VIII, coimperatori, ai riportati cognomi andrebbero aggiunti anche quelli spettanti alle dinastie Eraclidea, isaurica, amoriense (o frigia, o amoriana), macedone. A decidere in merito non può essere che l’Albero genealogico della Famiglia, corredato dalle opportune prove documentali.

   Sono ormai e comunque termini fissi per giurisprudenza e dottrine costanti: a) che al Capo di Nome e d’Arme rappresenta una Dinastia(non importa se oggi sbalzata dal trono) spetti la qualità jure sanguinis, ossia nativo, e il trattamento di Altezza Imperiale ( se discende da Imperatori e/o reale se discende da Re); b) che la qualità di Principe jure sanguinis,essendo nativa, si distingue dal titolo di principe dativi, in quanto il titolo deriva da un conferimento; c) il Capo di Nome e d’Arme di una Casata ha il diritto di pretendere al trono già dei suoi Avi; mai disconosciuto, di esercitare il Gran Magistero degli Ordini che fanno parte del Patrimonio araldico della sua famiglia.


REPUBBLICA ITALIANA

In nome del popolo italiano. Il Tribuanle Civile di Napoli - 4^ Sezione riunito in Camera di consiglio, nelle persone dei sigg. Presidente dott. Galiano Gaetano; De Falco Enrico, Giudice; dott. Rocco Carlo, Giudice Relatore. Sentita la relazione del giudice delegato, lette le conclusioni del P.M.; ha emesso la seguente sentenza:

(...Omissis…)

P.Q.M.

Sulle conformi conclusioni del P.M. - Visti gli articoli 454 cc. E 167 dell’Ordinamento dello Stato Civile. Così decide:

1. - Ordina all’Ufficiale dello Stato Civile di Napoli, di rettificare l’atto di nascita di S.A.I. Principe Antonio de Curtis, Griffo, Focas, Gagliardi, iscritto al n° 259del registro dei nati di sezione Stella dell’anno 1898, nel senso che, dove leggesi: “De Curtis, Focas, Gagliardi”, vi si legge “Focas, Flavio, Angelo, Ducas, Comneno, De Curtis, di Bisanzio, Gagliardi”.

2. - Ordina nel contempo all’Ufficiale dello Stato civile di Roma di procedere a simile rettifica del cognome della Principessa Liliana De Curtis, Griffo, Focas, figliuola di esso Principe Antonio, nata il 10 maggio 1933 ed iscritta nei registri dello Stato Civile dei nati di detto anno in quella città.

Così deciso in Napoli il primo marzo 1950.

Firmati: Gaetano Galiani, Enrico De Falco, Carlo Rocco, Ugo Corona Cancelliere - Registrata a Napoli uff. atti giud. Il 21 maggio 1950 N. 7462 vol. 610, mod. 5, Esatte lire 836 e lire dieci proventi e lire 75 urgenza da De Curtis. Il direttore firmato Maddalena.

 
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