C o r s i v e t t i

* MONTECRISTO *

 

ARCHIVIO                                                                                                                            


* * *  2003

I SAVOIA IN ALTOTEVERE:
DALLE OLIVE ALLA TRIFOLA

8 Novembre - 
Sono arrivati nel cuore dell'Italia,
ma non nel cuore degli umbri.
Il cittadino Vittorio Emanuele e
consorte dopo una fugace visita
al Vescovo si dirigevano verso il
Palazzo del Comune. 
Sotto una gelida pioggerella invernale
quattro gatti applaudivano al
loro passaggio, quattro gatti
protestavano intonando uno
stridulo "bella ciao" al contrappunto
di una trombetta da stadio.
Leggermente ricurvo sotto il peso,
forse, di una corona che non c'è più,
il Savoia s'intrufolava su per la
scalinata a porgere ossequio alla
Cecchini, la Sindaco donna di Città
di Castello la cui Giunta di sinistra
per rispetto forse del codice della
strada, dava la precedenza... a destra.
Un Sovrano non si inginocchia davanti
a chicchessia! Può, deve, rispettare 
l'ordinamento repubblicano, ma non
riconoscerlo; né giurare fedeltà ad altro,
perché ha già giurato fedeltà 
all'ordinamento monarchico
... e a se stesso. Un Sovrano deve restare 
fedele a se stesso, e al suo popolo, 
sempre, nonostante tutto. 
Altrimenti tale non è, non è mai stato, 
e giammai potrà essere.
La storia si scrive col sangue. 
Spesso con l'infamia. 
Qualcuno ci prova con i sottaceti... 
Qualcun'altro, stamane,
ci ha riprovato con... la trifola!

Il Conte di Montecristo


* * *  2005

FACCE DA SCHIAFFI...

Se è vero che "la classe non è acqua", 
è altrettanto vero che "una certa classe 
fa acqua" da tutte le parti…
Ai tempi della corte di Enrico IV, 
a un pranzo in onore del Connestabile 
di Castiglia, un nobilotto spagnolo seduto 
di fronte al maresciallo Roquelenze, 
sparava rutti di fine pranzo giustificandoli 
come sanità "del cuerpo". 
Al che il senor Mareschal, indignato e 
voltandogli la schiena, gli rispose con un 
inequivocabile rumore del deretano: 
"por la sanidad del culo!".
Nello sfavilliio della splendida cornice 
fiabesca del matrimonio del figlio 
Felipe di Juan Carlos re di Spagna, 
a quanto pare ad oggi niente è cambiato 
in certi ambienti. Ma cos'è successo 
durante la regale cena? Qualcosa che ha 
dell'incredibile. Ebbene sì, i nostri 
Vittorio Emanuele ed il cugino 
Amedeo d'Aosta, ormai nemici storici, 
dopo il voltafaccia degli stessi gruppi 
monarchici a favore di quest'ultimo, 
alla faccia della regale etichetta 
(non quella sui barattolini di sottaceti) 
e del "bon ton", come semplici e sanguigni 
scaricatori di porto in canotta, 
si sono presi a "paccheri" in faccia. 
Più che il sangue blu, ha potuto 
il vinho verde della rabbia… 
"Il trono spetta a me - no a me" 
Come se l'Italia fosse il Madison 
Square Garden, oppure la bella Elena 
contesa tra un Agamennone e un 
Menelao che si dannano per far fuori 
un Paride di troppo, non tenendo 
conto però... l'Odisseo di Arcore.

Il Conte di Montecristo



* * *
imperialwebzine