IMPERIAL SOVEREIGN TIBERIAN DOBRYNIAN HOUSE OF ROME AND RUSSIA


IMPERIALE ORDINE EQUESTRE 

DELLA CORONA DI  ROMA E DI  RUSSIA

   Trattasi di Ordine Cavalleresco Dinastico di esclusiva collazione della Imperiale e Reale Casa Angelo Tiberio Dobryniana. Questa Vetustissima Casa Sovrana racchiude non soltanto la Dinastia Imperiale Angelo di Bisanzio, attualmente rappresentata dal legittimo Capo di Nome e d’Arme S.A.R.I. il Principe Don Antonius II Tiberio Dobrynia Anghelos di Roma e di Russia[1], Sovrano Gran Maestro Generale dell’Ordine, ma la Fonte anche di vari Onori Imperiali (Zarista Imperiale e Granducale) dei Rijuric (S.A.I. il Granduca Dimitri di Russia, di Santa Memoria) e della Dinastia Imperiale e Reale degli Amoroso d’Aragona, rappresentati all'epoca da Don Luigi. A tal riguardo si rende noto che il 22 luglio 1985, con Decreto Imperiale dato a Napoli, S.A.R.I. il Principe Don Luigi Amoroso d’Aragona (*) abdicava formalmente in favore di Don Antonius II di Roma et Russia al quale passavano di diritto (de jure)  tutte le prerogative e fontes honorum degli Imperatori bizantini Amoroso Comneno Angelo-Flavio-Lascaris –Paleologo d’Aragona, etc. Pertanto, veniva così ulteriormente a rafforzarsi l’antica legittimazione Angelica-Bizantina nella continuità storica dell’Ordine dagli Imperatori d’Oriente.

L’Ordine, quale soggetto di diritto internazionale, appartiene “de jure”, cioè di diritto, al patrimonio storico-araldico della Imperial Sovereign Tiberian Dobrynian House of Rome and Russia.

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(*) Il diritto dei Principi AMOROSO ad aggiungere, anche all'Anagrafe, i cognomi Imperiali COMNENO ANGELO FLAVIO LASCARIS PALEOLOGO proviene dalla Bolla "Magnae devotionis tuae" di Papa Pio II, del 16 marzo 1464 (il quale riconobbe al Capo dell'Imperiale Dinastia, la Dignità ereditaria d'Imperatore titolare di Costantinopoli, con tutti i diritti sovrani, fra cui quello di "istituire milizie cavalleresche ed altre forme d'onori"); mentre il diritto ad aggiungere ancora il Regio cognome d'ARAGONA deriva dal Diploma del Re Ferdinando I d'Aragona, del 23 marzo 1492.

Entrambi i documenti in questione in seguito a perizia ordinata d'ufficio furono riconosciuti autentici e perciò produttivi di effetti giuridici, sin dal 3 dicembre 1907, con Sentenza irrevocabile, perché passata in cosa giudicata, del Regio Tribunale di Palmi. Tale Imperiale Gens gode di numerosissimi riconoscimenti Imperiali e Papali confermati anche da Sentenze della Magistratura italiana, fin dai tempi del Regno d'Italia e quindi della Consulta Araldica[2] del Regno.

Sua Santità il Sommo Pontefice Innocenzo III[3] confermò al Capo dell’Imperiale Dinastia d’Amorio la potestà sovrana, già riconosciuta dall’Imperatore Baldovino I, comprendente la facoltà di “nominar Giudici, Notari Pubblici e Dottori d’ogni disciplina e di laurear poeti nonostante Leggi o Statuti contrari” (Bolla Pontificia “Zelo, sollecitudine curisque tuis del 2 febbraio 1206, stile fiorentino).

Non tutti sanno che Santa Teodora (nata circa l’anno 800 in Elissa, città della Paflagonia, regione dell’Asia Minore, tra le attuali Kastamonu e Sinop, sul Mar Nero), alla quale conviene il Titolo di Augusta od Imperatrice (morta nell’Anno Domini 856 o, per altri, l’11 febbraio 867) apparteneva a questa Imperiale Stirpe. La figura di Teodora è una figura di primo piano nella storia di Bisanzio (poi detta Costantinopoli) non solo per la Pace Religiosa, da Lei ristabilita nell’Impero, con la cessazione definitiva della lotta iconoclasta, ma anche per l’avvio decisivo, a Lei dovuto, di un periodo di grande floridezza culturale e di stabilità politica. Fu moglie dell’Imperatore di Costantinopoli Teofilo, dall’821 all’842 e Reggente per il Figlio Michele III dall’842 all’856.

L’Imperial Casa AMOROSO d’ARAGONA è una fra le più Vetuste e Nobili Casate ex Regnanti provviste di Fons Honorum presenti al giorno d’oggi nella Nostra bella ed amata Italia. Questa Imperiale Famiglia AMOROSO (il Regio Cognome d’ARAGONA venne concesso ed aggiunto secoli dopo) o AMORUSO o AMORUSIO, AMERUSIO, AMORUTZO  o AMORUCZO, AMORUTIO, MORUSIO, MOUROUSI, MURUSO o AMOROSA ovvero DE AMOROSA o AMOROSU od anche DE BARO o DE BARI, trae origine, come afferma il Notar Martino (Bari, 1890) dall’Imperatore Bizantino Michele II Balbo di AMORIO, discendente secondo molti storici dalla stirpe romana di Marco Accio/Azio BALBO, padre di Azia, che fu cognato di Giulio Cesare ed avo materno dell’Imperatore Augusto (nonno di Ottaviano Augusto).  Azia era figlia del Senatore Marco Azio Balbo e di Giulia, sorella di Giulio Cesare. Sposò Gaio Ottavio da cui ebbe Ottaviano, futuro Imperatore.

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DEL TITOLO, DELLA NATURA E  DELLA SOVRANITA'

L’Ordine trae il proprio nome, la propria denominazione dalla unione della Corona (intesa come Sovranità, ossia dalla Potestà Legale) di Roma, con la Corona appunto di Russia (o meglio “di tutte le Russie”).

L’Ordo è una Milizia Cavalleresca, Cristiana ma Ecumenica,e quale soggetto di Diritto Internazionale, appartenente a pieno titolo al patrimonio storico e araldico dinastico [4]ereditario dell’Augusta Casa Imperiale e Granducale Tiberiana-Dobryniana-Anghelos di Roma et Russia, è autonomo, indipendente da ogni temporale o spirituale sovranità.

  In eccezionali casi, l’Ordine può essere conferito anche ai non Cristiani che abbiano acquistato speciali benemerenze verso l'Ordine o si siano resi altamente benemeriti dell’umanità, così come praticasi dalla Santa Sede per l’Ordine dello Speron d’Oro e l’Ordine Piano.

Scopi dell’Ordine - Essi sono:

a) la continuazione e salvaguardia del patrimonio storico tradizionale degli antichi Cavalieri d’Oriente e d'Occidente;

b) la propagazione della Fede Cristiana, con spirito ecumenico e di fratellanza per l’unificazione delle diverse confessioni, religioni, filosofie ed ideologie;

c) la difesa e la conservazione degli ideali cavallereschi di Giustizia e Onore, uniti ai più elevati valori filantropici e caritatevoli; la diffusione e valorizzazione degli studi superiori, umanistici, artistici e scientifici, a fondamento di una rinnovata cultura dell’uomo e per l’uomo.

Categorie di Membri - L’Ordine comprendente in origine una classe unica di Cavalieri, rifacendosi alle consuetudini vigenti da secoli in molti Ordini Cavallereschi si articola nelle seguenti categorie e conferisce il seguente grado:

v     E' prevista una Classe Unica, quella di Cavaliere (o Dama per le Signore) Ereditario delle Tre Corone. Per i già Nobili sarà aggiunta la specificazione nella Categoria di “Giustizia”, per i non Nobili, sarà aggiunta la Categoria specificativa di “Grazia.

Categoria di “Giustizia”, riservata ai Nobili che comprovino ascendenza Nobiliare di almeno 400 anni sul Cognome Paterno. In questa categoria, la croce è sormontata non solo dal trofeo militare ma dalla corona imperiale bizantina, aurata e dotata di infule.

Categoria di “Grazia Magistrale”, riservata ai Nobili di più recente nomina o a coloro che ricoprano Alte Cariche Politiche, Civili, Militari o Religiose. In questa categoria, la croce è sormontata non solo dal trofeo militare ma dalla corona imperiale bizantina, però non aurata, bensì argentata e priva di infule.

Decorazione (Miniatura)

Decorazioni e Armi - La decorazione sono date da una croce smaltata bianca e bordata in oro, avente al centro, dentro un cerchio pure d’oro, un’aquila a due teste (bicefala, bicipite) di colore oro in campo bianco. La croce è sormontata da una corona imperiale bizantina con le infule e questa da un trofeo militare d’oro.

Nastro: Il nastro è di colore viola.

Scudo: di viola alla croce bianca dell'Ordine. Corona: Imperiale bizantina con le infule.

Mantello: viola, con la croce dell’Ordine.

CONDIZIONI GENERALI D'AMMISSIONE

Conferimento - La designazione può essere conferita a persone che abbiano compiuto i diciotto anni di età, di ambo i sessi, di qualsiasi nazionalità e religione, senza discriminazioni razziali o sociali, sempreché risultino di buona condotta morale ed abbiano acquisito particolari meriti personali, distinguendosi nel campo degli studi, della professione, nel lavoro, nella società civile.

Contribuzione - I membri debbono contribuire alle opere e allo sviluppo dell’Ordine, versando al momento dell’ammissione una donazione, unica (una tantum) valida a vita.

Opera filantropica - L’Ordine favorirà tutte quelle manifestazioni e iniziative a carattere benefico e caritatevole che, volta per volta, si riterranno opportune per un impegno sociale,  civile e morale d’aiuto concreto al prossimo sofferente e bisognoso.

Sacro Collegio della Corona - L'Augusta Casa di Roma et Russia è beneficiata dell'Alta Protezione Spirituale del Suo Sacro Collegio, così parimenti tutti i Suoi Imperiali Ordini Cavallereschi Dinastici ai quali le più importanti Autorità Religiose ed i Patriarchi d'Oriente e d'Occidente, Primati delle Loro Chiese, si sono degnate di accordare il beneficio della Santa Benedizione Apostolica e della Protezione Spirituale Perpetua della Santa Porpora.

Con Bolla Episcopale “Lux Regum” (del 17.06.2003 A.D.), S.A.R.I. Don Antonius II di Roma et Russia è riconosciuto e onorato quale Gran Principe Patricio del Sacro Consiglio delles Principes Altos Protettores Temporales della S. Chiesa Ortodossa Albanese in esilio.

Tutti i Nobili Cavalieri godono, pertanto, della Benedizione Apostolica di favore del Santo Seggio Ortodosso Albanese in esilio. 


Ordine al Merito dell’Imperiale Ordine Equestre

della Corona di Roma e di Russia

  "L’Ordine al Merito dell’Imperiale Ordine Equestre della Corona di Roma e di Russia è riconoscimento di meriti eccezionali e di speciali benemerenze acquisiti nelle carriere civili e militari, nelle scienze, nelle lettere, nelle arti, nel commercio, nelle industrie, nello studio e nell’applicazione delle discipline economico-sociali, e comunque in ogni notevole attività che accresca considerevolmente l’onore ed il prestigio della Imperial Casa Angelo Tiberio Dobryniana  e sia rivolta a beneficio dell’Umanità”.

Si articola nel seguente grado: Cavaliere Ereditario delle Tre Corone al Merito. 

Detti Cavalieri hanno diritto al trattamento di Eccellenza, sempre che non abbiano diritto a trattamenti ancora più importanti (Sua Grazia, Sua Altezza).

La decorazione è quasi identica a quella dell’Ordine, dal quale se ne differenzia per il differente nastro, non  viola ma bianco con due pali rossi e per la mancanza della corona imperiale sostituita da quella reale classica.

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NOTE

[1] Afferma l’Hobbes, nel “Leviathan”, che il Sovrano, perdendo il territorio sul quale esercitava lo “Jus imperii” e lo “Jus gladii” non perde tuttavia i Suoi Diritti Sovrani, in quanto, mentre conserva “in pectore et in potentia” tali diritti, quale “Pretendente”, mantiene, nella piena efficacia giuridica, gli altri due elementi inerenti alla Sovranità, quali lo  Jus Majestatis” e lo “Jus Honorum”, vale a dire il diritto ad essere onorato ed il diritto a nobilitare, cioè ad armare Cavalieri e creare Nobili e ciò perché la Sovranità non importa per sé stessa dominio e proprietà, bensì Giurisdizione ed Imperio, ond’è inalienabile. Tale principio giuridico, dell’Hobbes, ai giorni d’oggi viene confermato dalla prevalente Giurisprudenza e dalla dominante Dottrina, come confermano, tra gli altri, Giovan Battista Ugo nel “Digesto Italiano” (Torino, 1923); il Prof. Gorino-Causa dell’Università di Torino; il Bascapè dell’Università del Sacro Cuore di Milano, il quale ultimo precisamente scrive: “La Famiglia Principesca già Sovrana ha sempre il carattere di una Dinastia ed il Suo Capo conserva il Titolo e gli attributi dell’ultimo Sovrano spodestato, col nome di “Pretendente”. Non si tratta di una Famiglia Principesca privata,  ma sempre di una antica Dinastia, che, come tale, continuerebbe a distribuire nomine”

[2] Araldica. E’ la disciplina ausiliaria della Storia che insegna a comporre le “Armi” (il complesso di tutte le figure, gli emblemi, i colori e le ornamentazioni che servono ad individuare una persona, una Famiglia, un Ente. Sinonimo aulico, colto, di “Stemma”) e pertanto insegna a comporre uno stemma, Nobiliare, Sovrano, etc. Proviene da “Araldo”, che significa “Messo”, etimologicamente derivante dal germanico “Hariowaldus”, nome che starebbe a indicare l’Ufficiale di una Armata, oppure colui che conosceva tutti gli Dei di una stirpe e le Famiglie alle quali esse appartenevano. La storia dell’Araldica puosi dividere in cinque distinti periodi: 1) origine delle armi che va da Enrico l’uccellatore alla prima Crociata; 2) Delle Crociate; 3) Delle Fazioni (1200-1500); 4) Moderno (1500-1700);  5) Contemporaneo. Protagonisti della (prima) crociata furono i Cavalieri Normanni, spesso figli cadetti, di Normandia -al comando di Conti come Ugo di Vermadois, Roberto II di Normandia, Raimondo di Tolosa, Goffredo di Buglione - e dell'Italia meridionale - diretti da Tancredi e Boemondo d'Altavilla, cui si unirono altri Cavalieri dal Principato capuano, e dalla Puglia. La presa di Gerusalemme del 1100, concluse la prima crociata. 

La Genealogia è una Scienza Ausiliaria della Storia. La vecchia definizione di “Genealogia”, definisce questa  come “La disciplina che si occupa dell’origine e della discendenza di famiglie e di stirpi”, la nuova, forse più precisa e completa della precedente, la definisce come “La Scienza che accerta e studia i rapporti di parentela, di affinità e di attinenza che intercorrono fra i diversi membri di una o più famiglie”.

[3] Papa Innocenzo III, era nipote di Papa Clemente III. Nato a Gavignano (Ciociaria) nel 1160, consacrato Papa il 22 febbraio 1198 e morto a Perugia o Roma il 16 luglio 1216 (?), era figlio di Lotario dei Conti Segni, figlio di Trasmondo, Conte di Segno e di Clarica (o Clarice) SCOTTI, di Famiglia romana (provenienza incerta). Con Papa Innocenzo III nascono gli stemmi papali. Suoi nipoti furono i Papi Gregorio IX ed Alessandro IV (da “I Papi ”, di Memmo Caporilli, Nuova Editrice Spada, N.E.S., 1985).

[4] Dinastico. E’ così denominato l’Ordine appartenente al Patrimonio Araldico di una Dinastia Sovrana. Si dirà Ordine Dinastico Non Nazionale se la Dinastia Sovrana non è più regnante ma conserva nella persona del Capo lo “Jus Collationis” dei Suoi Ordini.


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