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(N.d.R.)
- L’articolo che vi invitiamo a leggere e rileggere è stato pubblicato
sul settimanale Lo Stato degli italiani del 2 giugno del 1998,
diretto da Marcello Veneziani. Vi proponiamo alcuni spezzoni e battute
dello spettacolo (sempre attuale) che il comico genovese proponeva nella
stagione teatrale di quel periodo.
QUI CI VUOLE IL MEDIOEVO di
Massimiliano Sbrolla. Beppe Grillo in versione apocalittica maledice le cicale dell'Euro e la fine delle nazioni, le nuove chiese identificate nei supermercati, il dominio delle banche, le devastazioni dell'ambiente e della salute. Cronaca di una predica gustosa e catastrofica.
Il Medioevo fa sempre scuola «Nella cattedrale di Chartre c’è un bassorilievo dove in alto viene rappresentata la donna, cioè la moglie. Il capofamiglia si trova più in basso, e più in basso ancora la folla. L’uomo, però, guarda in basso verso la serva. Perché all’epoca aveva la moglie per fare i figli e la donna per fare i p… Esattamente come Clinton. E il presidente americano, se non si fa fare quelle cose lì, bombarda. Da questo punto di vista, siamo la nazione più pacifista del mondo. Scalfaro l’ultimo pelo che ha visto è quello del collo del suo cappotto… Così siamo diventati la più grande portaerei americana esistente. Abbiamo F 105 che volano bassi, i famosi aerei paduli. Talmente bassi che in Sardegna ci tosano le pecore. Top gun che vanno ovunque. Un giorno da ragazzino entrai a scuola in bicicletta: mi sospesero dieci giorni. Anni fa un aereo è entrato in una scuola a Bologna facendo 15 morti. La grande giustizia medievale italiana ha dato il suo responso :non è successo niente. Madri italiane, fate entrare i vostri figli nella scuola dell’Aeronautica prima che l’Aeronautica entri nella scuola dei vostri figli...». Il
Grillo straparlante passeggia a caso tra le prime file. Si scusa col
pubblico per l’indecente sudorazione. «Anche oggi ci sono gli eretici
come nel Duecento e li stiamo rosolando piano piano: questo medico - sul
grande schermo appare la foto di Di Bella -, che dall’aspetto sembra una
cavia, è un ometto straordinario. Dopo trent’anni lo abbiamo
conosciuto, noi che viviamo nell’era della comunicazione. Ma sapete
quanti Di Bella hanno fatto fuori in trent’anni? Tanti, troppi,
Bonifacio, ad esempio, un veterinario che aveva scoperto che alle capre
non veniva il cancro. Lo radiarono subito, venne spacciato per stregone.
Un altro guarì la moglie con succo di limone e potassio. Finì in
miseria... Abbiamo saputo dopo vent’anni della scoperta della
penicillina, avvenuta nel 1925 ma conosciuta nel ‘45 grazie alla guerra.
Fleming la inventò non con la “Ricerca”, con i miliardi, ma con la
curiosità, il cervello. Di Bella è quell’uomo che ti dice di non
sciogliere nell’acqua la vitamina C perché altrimenti perderebbe ogni
effetto benefico a contatto col cloro. Tutto questo nessun medico ce
l’ha mai detto. Un ometto così si è permesso di dichiarare: "Non
ho mai preso una lira"»... Silenzio.
Occhi allucinati. E ancora silenzio. Grillo farfuglia, annaspa. Simula
stupore. Stupore indescrivibile. «Dopo questa esternazione, il gotha si
è mosso. L’ordine dei medici ha chiesto una verifica fiscale a casa Di
Della. Gli hanno trovato cinque biciclette. Si è mossa anche la grande
sacerdotessa, Rosi Bindi (che un giorno l’ingegneria ci dovrà dire che
cosa è), e abbiamo conosciuto la somatostatina. Noi invece conoscevamo
solo la costanzostatina, che guariva uno su diecimila: i più ruffiani.
Alla fine l’intero monastero ha tuonato e ha deciso di fare un
protocollo in dieci giorni, su uno studio di trent’anni. Come se ai
tempi dei primi voli in mongolfiera fosse arrivato un vecchietto a bordo
di un aereo dicendo: “Anche io posso volare e meglio”. Allora le
autorità prendono l’aereo e fanno un protocollo per studiarlo: iniziano
a gonfiarlo e s’arrabbiano col vecchietto “Ma non vede che non
vola?”»... La
medicina. La farmaceutica. Mostri
contro i quali il predicatore nero si scaglia senza indugi. «Una volta
c’era il parto, evento naturale. Oggi si nasce col taglio cesareo. Costa
una bella cifra e si fa entro le 18.30, così il medico può andare a
mangiare. Decide lui quando deve nascere tuo figlio. Anche la vecchiaia è
considerata una brutta malattia, e si ricorre allo specialista, quello che
ti dice che se mangi poco, senza grassi, spesso, e fai movimento, stai
bene. Ma vaff... lo diceva mia nonna cento anni fa! Gli specialisti ci
dicono di prevenire il cancro e noi gli diamo retta - (sullo schermo del
Forum di Assago irrompe un articolo di giornale) - tre sorelle si sono
fatte togliere seno, utero e ovaie e hanno detto “col ciufolo che a noi
ci viene il tumore”». Gli specialisti, ovvero fumo negli occhi di
questa animosa “guida spirituale”: «Sono
loro che dicono quando sei morto. Una volta si moriva quando si esalava
l’ultimo respiro. Oggi non si esala più. Per due miliardi di cattolici
la morte è cerebrale. Quando una macchinetta collegata al tuo cervello,
tarata in un certo modo, segna una linea costante, allora sei morto.
Magari respiri ancora, ma sei morto. Per l’apparecchio non consumi e non
produci, quindi non esisti più. Nel Medioevo si moriva perché lo voleva
Dio. L’ultima immagine che ci , si portava via era , quella di un
familiare, di un amico. Adesso c’è la faccia imbronciata di un primario
che dice “facciamo presto altrimenti il fegato va in putrefazione». Ma
Grillo non avrà questi problemi. Fa sapere d’aver delegato la sua morte
all’assicuratore di fiducia «Lui dovrà decidere se sarò morto. Se
deve pagare, col cavolo che mi dichiarerà morto. Sarò eterno!».
Paghiamo sempre. Paghiamo da defunti. Un concetto apparentemente assurdo,
spiegato dati alla mano. Adesso
l’eretico degli eretici si leva la tunica, slaccia il cordone, posa lo
scettro di legno. Il look è da ventesimo, quasi ventunesimo secolo. Le
parole restano quelle dell’antico profeta: «Tra tasse e spese varie
oggi ci vogliono 29 milioni di lire per un funerale. Comprese 500 mila
lire di luce. Vai nell’oltretomba, al buio e devi pagare l’Enel.
Questo è vero Medioevo». La vita è diventata una malattia che si
trasmette per atto sessuale, siamo tutti rincoglioniti. «Diamo uno spunto
a questi specialisti pazzi e saremo tutti malati cronici». «Il
farmacista riesce a vendere qualsiasi cosa perché si è inventato una
parola strategica: coadiuvante. Gli zoccoli, ad esempio, sono zoccoli? No,
sono coadiuvanti della circolazione... Assumiamo qualsiasi farmaco
accettato dall’autorità competente. L’Oms (l’Organizzazione
mondiale della sanità) ha detto che ne basterebbero 600. In Danimarca ve
ne sono 450. In Italia 32 mila. Il 45 per cento non serve per la malattia
per cui li prendiamo, bensì per l’effetto placebo: cioè tu ne prendi
uno, convinto che ti guarisca. Lui ti guarisce davvero e alla fine anche
il medico crede nell’efficacia». Un’esperienza che riguarda solo i
farmaci? Niente affatto, ulula indispettito: «Hanno simulato operazioni
al cuore per mettere by pass, facendo solo un taglio sul petto. Ebbene
tutti, sottolineo tutti, i pazienti che hanno avuto il finto intervento
sono guariti, mentre il 25 per cento di coloro operati sul serio non ce
l’hanno fatta». Quanti soldi spesi per la Ricerca, quella con la “R” maiuscola. Scienziati, primari e specialisti a caccia di virus dispettosi. «Madonna quanto ricercano! E mentre lo fanno, 6 milioni e 250 mila italiani sono a letto con una banale influenza. E loro studiano l’Aids, la più grande bufala di questo secolo». La rasoiata è imminente. Da un momento all’altro il colpo andrà a segno, eccolo: «Si tratta di una malattia che sta regredendo. Anni fa davano dati catastrofici, tutte le puttane sarebbero diventate fosforescenti. E invece no. Sta regredendo. Da solo. Robert Gallo, piemontese, scoprì il virus hiv nel 1981. L’epidemia scoppiò nell’82. Prima si scoprì il virus e poi ci fu l’epidemia, sennò che diavolo di virus era. E poi questo virus muta. Ogni 5 miliardi di dollari spesi per la ricerca, lui muta». Le informazioni sbagliate possono costare la vita e fruttare un mucchio di quattrini. «Ho del catarro, vado dal farmacista e gli chiedo un mucolitico. Lui mi dice di berci molta acqua perché sa che è questo elemento a mandare via il catarro, non il mucolitico. Ma non mi dice che l’effetto collaterale del mucolitico è l’asma». Stupore
in sala. Piccole ovvietà che lasciano di stucco. Come la storia dei
dodici primari pubblici tedeschi preoccupati di dare informazioni giuste
ai consumatori, attraverso un libro. «La casa farmaceutica li ha
denunciati perché solo lei si reputava autorizzata a dire alla gente come
curarsi. Il libro è uscito lo stesso, ma la farmaceutica ha vinto la
causa. Ed ecco il risultato...» Il redentore afferra di scatto un
volumetto, lo sfoglia e mostra le pagine oscurate da righe nere, proprio
nelle parti che avrebbero dato preziose spiegazioni ai malati. «Siamo
l’unico Paese al mondo dove esistono dieci vaccini obbligatori», ci
ricorda. L’ultimo approvato riguarda l’epatite B: legge del ‘91
voluta dal ministro De Loreozo. «Si viene però a sapere, durante il
processo a De Lorenzo, che la società produttrice di tale vaccino ha dato
600 milioni all’ex ministro perché lo rendesse obbligatorio». Il
principio della vaccinazione è semplice: «Prendi un bambino sano, col
sistema immunitario perfetto e mettigli un virussino piccolo piccolo. Nel
caso arrivi quello grosso lui s’arrabbia e lo manda via. Se però quello
grosso non arriva, il virussino rimane in circolo. E allora si abbassa il
sistema immunitario e siamo sempre raffreddati e influenzati». Ma questi
vaccini servono? Grillo “spara” sul monitor un grafico ufficiale sulla
difterite in Usa. Si nota che l’epidemia è terminata con l’arrivo del
vaccino. «Nessuno, però, ci ha fatto vedere la parte antecedente del
grafico, dove si dimostra che il male stava già scomparendo per i cacchi
suoi. Perlomeno nel Medioevo ti faceva ammalare Dio, non una
multinazionale». E c’era un’idea dell’aldilà. «Noi abbiamo tutto
aldiquà». Ci rimangono madonne lacrimanti e D’Alemi sorridenti. «Una
volta c’era la pentola magica, l’occulto. Oggi quella pentola è un
mouse e le formule da pronunciare non sono “abracadabra” ma “http
WWW eccetera”». Internet si spalanca a colpi di tuono. Fulmini e saette
fanno sobbalzare dalla poltroncina: «La navigazione virtuale offre sesso
e ancora sesso. Gente che si massacra di seghe con la carta di credito.
Oltre alla pornografia, qui possiamo trovare lo statuto del KK Klan. Al
terzo comma si legge : “Se tu ce l’hai con noi sei uno sporco
razzista”. Straordinario. Prendi il pensiero del tuo nemico e lo fai
tuo. Come io politica. La sinistra è andata al governo in tutto il mondo
con le idee della destra. Il Papa va a Cuba e Fidel Castro dice : “Sono
contro l’aborto”. E il Papa pensa “e adesso che cosa dico ?”».
Quanti ladri di idee pure in politica. «Un tempo esisteva un partito con
una ideologia. Se rispecchiava la tua ti iscrivevi e lo votavi. Adesso è
il contrario. Se manifesti un’idea arriva il partito e te la prende...». La polo nera annaffiata di sudore, gironzola tra gli adepti. Con fare disinvolto, quasi a volersi burlare dell’ilarità degli spettatori, ricorda l’Europa: «Sarà il nostro nuovo paradiso. Un tempo si diceva “andiamo a Gerusalemme”, oggi diciamo “andiamo in Europa”. Però non tutti potranno andarci, solo quelli che avranno la grazia, che avranno i parametri giusti. E i parametri dicono che in Italia esistono troppi vecchi, che mangiano, campano bene e sono in salute. Invece di fare delle leggi per dargli sigarette gratis o farli uscire col buco nell’ozono, inventiamo il salvavita Beghelli. Assurdo… In realtà l’Europa non esiste, non esiste nemmeno come continente. Facciamo studiare l’inglese alle elementari, e gli unici che non aderiscono alla moneta unica sono proprio gli inglesi. Come non esiste il parlamento europeo. Hanno costruito un palazzone nel centro di Bruxelles, costato 5400 miliardi, di oltre 500 mila metri quadrati, per permettere ai parlamentari di riunirsi... per ben due volte l’anno». Chi comanda, dunque? «Solo 20 persone: quelle appartenenti alle commissioni, tutti consulenti di grandi multinazionali, che determinano il destino di 400 milioni di individui» Snocciola
dati, esempi e l’articolo 157 di Maastricht: «I
membri della commissione non sollecitano ne accettano istruzioni da alcun
governo ne da alcun organismo. Le deliberazioni prese dagli organi di
comando sono esecutive». Un metodo indolore col quale «ci
hanno omologato, hanno cancellato le differenze di intere nazioni. Per
tenerci buoni ci stanno riempiendo di diritti. Il diritto di avere
l’auto riparata da una officina autorizzata Cee ti impedisce di fare una
riparazione da solo. Se aprite il cofano della vostra macchina e il vigile
vi vede, vi arresta. Se comprate uno yogurt e mentre state uscendo dal
supermercato vi accorgete che è scaduto, rientrate e vi diranno che lo
yogurt è scaduto a voi. Spariranno migliaia di negozi, il venditore di
occhiali si dovrà chiamare “produttore di sistemi oftalmici” e dovrà
sborsare milioni per mettere l’attività a norma». Con
le sovvenzioni europee saltano fuori strane figure professionali che
parlano di qualità totale, know how. «Manager che guadagnano 7 milioni
al mese definiti “ricercatori di risorse umane”. Non siamo più
persone, siamo risorse come il carbone e il petrolio». Risorse che
l’apocalittico Savonarola dà per spacciate, se non verranno posti freni
all’attività della grande industria, della grande finanza. «In America
una persona al terzo furto di un pomodoro si prende l’ergastolo. Ebbene
io propongo la pena di morte per l’azienda che commette errori a danno
delle persone e dell’ambiente». Affiora
la nostalgia per il passato: «Era meglio il vecchio sistema feudale della
ripartizione dei redditi e della ricchezza, quando l’artigiano faceva le
scarpe e aveva i suoi clienti. Poi arrivò il mercante e obbligò
l’artigiano a fare solo stringhe per produrre mille paia di scarpe
anziché dieci. Gli attrezzi non erano più suoi, il cliente era il solo
mercante. Al figlio insegnò a costruire solo stringhe e il figlio non sa
più cos’è una scarpa».I supermercati sono le nuove chiese, «dove sei
tu protagonista. Perché la Coop sei tu, ovvero il più grande monopolio
d’Europa, che fattura 40 mila miliardi l’anno in contanti e paga i
fornitori a otto mesi. Diventando autentiche finanziare». Ormai è un
mitra impazzito che spara raffiche ovunque, ma ben mirate, «Il ramo
alimentare ce l’ha in mano la più grande azienda farmaceutica del mondo
(svizzera), unitasi con la più grande produttrice di pesticidi
(anch’essa svizzera). Dalle due, è nato un leviatano da 100 mila
miliardi di lire : la Novartis. Qui fanno farmaci, manipolazione genetica,
agribusinnes eccetera. Ed ecco i risultati: una ragazza allergica al pesce
è morta dopo aver mangiato un uovo. Questo perché alle galline danno da
mangiare farina di pesce. A proposito di pesce. Una normativa Cee permette
di creare salmoni affumicati con delle sirigate di sostanze. Facciamo il
pomodoro sempre duro, le mele belle colorate che ci giochi a bocce. Le
banane un po’ storte vengono scartate, come nello spot della Ciquita. E
i nostri figli imparano il concetto della differenza. Tutto ciò che è
differente, lo scartano. Dalla banana all’individuo». Non
potevano mancare i signori della finanza «I
quattro nuovi cavalieri dell’apocalisse sono tutti banchieri: Greeospan,
presidente della Federal Reserve, Tietmeyer della Bundesbank, Matsushita,
presidente della Banca giapponese e infine il nostro Fazio. Questi
stampano soldi e li prestano. Dicono che abbiamo un debito di due milioni
e mezzo di miliardi. Ma a chi li dobbiamo sti soldi? A noi? Allora me li
devo da solo e non voglio più nulla e stiamo pari... Sapete cos’è
l’oro? E’ un materiale che si prende dalla terra (ogni chilo estratto
origina 300 mila chili di rifiuti). Lo portiamo in un caveau, un buco
sotto la banca. Scusate, ma allora perché non facciamo la banca sul primo
buco e basta. Se prendi l’oro da una parte e lo metti in un’altra, non
è più una ricchezza. E solo un costo pazzesco. Sarebbe una ricchezza se
lo dai ai dentisti per farci le capsule per i denti». Tira
fuori una banconota da centomila lire e domanda «Di
chi sono i soldi? Dello Stato, direte voi. Quindi nostri. Allora se sono
nostri perché ce li prestano. Sulle banconote c’è la firma del
governatore di Bankitalia e la scritta: “pagabili a vista del
portatore”. Ma la Banca d’Italia è una Spa privata, non è pubblica.
La cui proprietà è di l0 assicurazioni, dieci fondazioni e dieci banche.
I proprietari sono sempre gli stessi, non si sa chi sono, con la sede alle
isole Kaiman. Stampano soldi dal nulla e ce li prestano. Lo Stato dovrebbe
invece stampare più soldi se ne mancano, bruciarli se sono troppi, e
mantenere in questo modo i prezzi stabili». Ancora fulmini e saette in
sala. L’idolo si perde tra i fumogeni. Le luci riprendono a brillare. I
seguaci s’alzano a malincuore, sorridenti, sicuri che appena metteranno
piede là fuori, qualcuno li avrà già fregati. |