Sovrano Angelicum Ordo Greco-Ortodosso del Santo Sepolcro di Gerusalemme e di Santa Sophia |
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Esclusivissimo e prestigioso Ordine di Giuspatronato, Dinastico ergo NON NAZIONALE[1] ed esclusiva Collazione della Casa Sovrana[2] Imperiale Granducale e Reale Angelo[3] Tiberio Dobrynia di Roma di Bisanzio e Russia[4]. Trattasi di Ordine NOBILITANTE, proveniente, come “Fons Honorum”, dalla Nobiltà Nativa, cioè per Nascita, della somma delle “Fontes Honorum” (Fonti di Onori) della Famiglia Imperiale GIULIO-CLAUDIA TIBERIANA, della Famiglia Imperiale ANGHELOS, della Famiglia Imperiale e Granducale DOBRYNIA (Ruricense), della Imperiale e Reale Famiglia degli AMOROSO d’ARAGONA. Fondato nel 325 da Costantino il Grande come Ordine greco-ortodosso del Santosepolcro, dopo la caduta di Costantinopoli del 1453 si fuse con altri Ordini Bizantini in diaspora, quali l'Angelico Costantiniano dei Cavalieri Aurati, istituito nel 1190 dall'Imperatore Bizantino Isacco I Angelo Comneno, e l'Angelico di Santa Sofia, istituito nel 1290 dal Despota d'Epiro Niceforo Angelo.
_______ (*) nel ciclo leggendario medievale, questo era il nome del calice usato da Gesù nell'Ultima cena, che Giuseppe d'Arimatea avrebbe portato in Occidente. La ricerca del Gral ispirò molti poemi del ciclo bretone. La leggenda trova la prima grande espressione letteraria nel Perceval ou le conte du Graal (1180 ca.) di Chrétien de Troyes, ripreso in Germania tra il 1200 e il 1210 dal Parzival di Wolfram von Eschenbach. ________ Il sepolcro era formato da due ambienti: un vestibolo e la camera vera e propria. Marco (15,42) allude a una mola, che doveva chiudere l’ingresso. Due secoli dopo l’intervento pagano di Adriano sui luoghi sacri, l’imperatore Costantino ordinò ai suoi architetti di realizzare complesso cultuale che racchiudeva lo sperone del Calvario e la grotta del sepolcro di Cristo. Così sorse, tra il 326 e il 335, un grandioso edificio rotondo sormontato da una bellissima cupola, che inglobava il Santo Sepolcro collegandosi ad est, tramite un triplice porticato, al cosiddetto Martyrium, una imponente basilica a cinque navate absidata e porticata, dove si svolgevano le grandi cerimonie liturgiche. Polo di tutto il Santuario costantiniano - inaugurato il 17 settembre del 335 - divenne il sepolcro di Gesù Cristo, chiamato dell’Anàstasis, ossia della Resurrezione. Costantino “abbellí per primo con ogni sorta di ornamento e adornò con colonne di grande pregio e con sommo sfarzo la sacra grotta che costituiva il centro dell’opera” (così riferisce Eusebio). L’edicola costruita sul Sepolcro, che Costantino aveva fatto isolare in un blocco di roccia, sacrificandone il vestibolo, era leggermente decentrata rispetto allo spazio circostante, e doveva essere rivestita esternamente di marmi e sormontata da un coronamento con una croce d’oro. L’ingresso, volto a oriente, era preceduto da un altare quadrato, ricavato dal grande masso che chiudeva la tomba; internamente non erano state apportate modifiche sostanziali, lasciando visibili la roccia e il Sepolcro spoglio. Cinquanta Cavalieri Costantiniani, scelti tra i Campioni di fede e valore, furono posti a guardia del Santo Sepolcro. Nella Basilica i primi Pellegrini rinnovavano l'investitura a Cavaliere di Terra Santa (e così poi continuò ad essere negli anni futuri anche sotto i vari patriarcati succedutesi e i vari Custodi della Terra Santa). (**) _________ (**) I monaci orientali dell'Ordine di Santa Caterina del Monte Sinai, per esempio, insignivano i Pellegrini di passaggio a Cavalieri di Terra Santa. __________
DEL
TITOLO, DELLA NATURA E DELLA SOVRANITA'
L’Ordine, riordinato da S.A.R.I Don Antonius II, quale soggetto di
Diritto Internazionale, appartiene “de jure”, cioè di diritto, al patrimonio storico-araldico
dinastico ereditario della Imperial Sovereign Tiberian Dobrynian House of Rome and Russia.
Questa Vetustissima Casa Sovrana racchiude la Dinastia Imperiale
Giulio-Claudia-Tiberiana di Roma e l'Angelo-Comneno[5]-Ducas-Flavio-Lascaris-Paleologo
di Bisanzio, attualmente rappresentata dal legittimo Capo di Nome e
d’Arme S.A.R.I. il Principe[6]
Don Antonius II Tiberio[7]
Dobrynia Anghelos di Roma di Bisanzio e di Russia, Sovrano Gran Maestro
Generale dell’Ordine, nonché la Fonte anche di vari Onori Imperiali (Zarista Imperiale e
Granducale) dei Rijuric, dei Varega Rijuric o Rurik ovvero Riuricense[8]
(S.A.I. il Granduca Dimitri Rjurikjevich di Russia), e della Frigia[9] Dinastia Imperiale e
Reale di Amorio[10],
ubicata nell'Asia Minore, detta anche Dinastia Amoriense, Amorica,
Amoriana (820-867 A.D. – d.C.), ergo
degli Amoroso d’Aragona (ramo di Don Luigi).
A tal riguardo si rende noto che il 22 luglio 1985, con Decreto Imperiale
dato a Napoli, S.A.R.I. il Principe Don Luigi Amoroso
d’Aragona (***) abdicava
formalmente in favore di Don Antonius II di Roma et Russia al quale
passavano di diritto (de jure)
tutte le prerogative e fontes honorum degli Imperatori bizantini Amoroso Comneno
Angelo-Flavio-Lascaris–Paleologo d’Aragona, etc. pertanto, veniva così
ulteriormente a rafforzarsi l’antica legittimazione Angelica-Bizantina
nella continuità storica dell’Ordine dagli Imperatori d’Oriente.
Anche questa Dinastia Imperiale e Reale non ha subito la “Debellatio[11]”,
cioè la “Debellazione[12]”,
l’atto appunto del “Debellare[13]”.
Azia era figlia del Senatore Marco Azio Balbo (che Svetonio fa figurare
stretto parente di Pompeo per parte materna ed appartenente ad una
Famiglia nella quale si contavano parecchi Senatori. BALBO era stato
Pretore ed era stato uno dei 20 Magistrati che in virtù della Legge
Giulia avevano diviso fra la Plebe il territorio della Campania) e di
Giulia, sorella di Giulio Cesare. Sposò Gaio Ottavio da cui ebbe
Ottaviano, futuro Imperatore.
Sua Santità il Sommo Pontefice Innocenzo III [15]
confermò al Capo dell’Imperiale Dinastia d’AMORIO la potestà
sovrana, già riconosciuta dall’Imperatore Baldovino I, comprendente la
facoltà di “nominar Giudici,
Notari Pubblici e Dottori d’ogni disciplina e di laurear poeti
nonostante Leggi o Statuti contrari” (Bolla Pontificia
“Zelo, sollecitudine curisque tuis”
del 2 febbraio
1206, stile fiorentino). ___________ (***)
Sugli AMOROSO d’ARAGONA basilare fu la Sentenza emessa dalla
Pretura di Vico del Gargano (Foggia) il 23 maggio 1949 (Sentenza nr.
102/1949, nr. 160 R.G./49; contro il Principe Don Pietro Amoroso
d’Aragona, avo di
Don Luigi, e quanto da esso
rivendicato in generale).
Il Diritto al Cognome, ch’è Diritto della Personalità e che è un bene
inalienabile ed imprescrittibile, è così chiaro che dopo secoli i membri della Casata Amoroso (già conosciuti come “de AMOROSA de ARAGONIA”)
sono riusciti a fare aggiungere il Regio Cognome “d’Aragona”
(secondo Cognome e per di più Reale, non un predicato), con
riconoscimento della propria Imperiale Stirpe e possibilità di aggiungere
gli altri Cognomi Imperiali; il Diritto, lo “Jus”
dei Principi AMOROSO ad aggiungere, anche all’Anagrafe, i Cognomi
Imperiali COMNENO ANGELO FLAVIO LASCARIS PALEOLOGO
proviene dalla Bolla “Magnae
devotionis tuae“ di Sua
Santità Papa Pio II, del 16 marzo 1464, stile fiorentino, mentre il diritto ad aggiungere ancora il Regio Cognome d’ARAGONA
deriva dal Diploma del Re Ferdinando I d’Aragona, del 23 marzo
1492. Entrambi i documenti in questione in seguito a perizia ordinata
d’ufficio furono riconosciuti autentici e perciò produttivi di effetti
giuridici incontrastabili, sin dal 3 dicembre 1907, con Sentenza
irrevocabile, perché passata in cosa
giudicata, del Regio Tribunale di Palmi, cosa che non è stata fatta
per mera praticità. ___________
L’Ordo è una Milizia Cavalleresca, Cristiana ma Ecumenica, con fini
Culturali, Religiosi e Caritatevoli; è
autonomo, indipendente da ogni temporale o spirituale sovranità.
In eccezionali casi, l’Ordine può essere conferito anche ai non
Cristiani che abbiano acquistato speciali benemerenze verso l'Ordine o si
siano resi altamente benemeriti dell’umanità. Scopi
dell’Ordine - Essi
sono: a) la continuazione e salvaguardia del patrimonio storico tradizionale degli antichi Cavalieri Angelico-Costantiniani greci-ortodossi del Santo Sepolcro.
b) la propagazione della Fede Cristiana, con spirito ecumenico e di
fratellanza per l’unificazione delle diverse confessioni, religioni,
filosofie ed ideologie; c) la Guardia Spirituale al Santo Sepolcro di Terra Santa, a difesa del Sacro Polo in Terra della Gerusalemme Celeste;
d) la difesa e la conservazione degli ideali cavallereschi di Giustizia,
Onore e Verità, uniti ai più elevati valori filantropici e caritatevoli
per il soccorso delle classi più umili e svantaggiate, dei malati e
bisognosi, dei più deboli e sventurati fratelli in Cristo; la
diffusione e valorizzazione degli studi superiori, umanistici, artistici e
scientifici, a fondamento di una rinnovata cultura dell’uomo e per
l’uomo. Categorie
di Membri - Classe Unica.
E' prevista una Classe Unica, quella di Cavaliere Ereditario di Collana. Per i già Nobili sarà aggiunta la specificazione nella Categoria di “Giustizia”, per i non Nobili, sarà aggiunta la Categoria specificativa di “Grazia”. La Nobilitazione è il mero contrassegno di coloro i quali hanno molto servito la Loro Patria. Si acquisisce con Decreto del Principe, per insigni meriti personali ed è ereditaria, trasmissibile alla prole, maschi e femmine all’infinito. La Corona è quella tipica del Cavalierato Ereditario, con le tre perle visibili [16] Il
Gran Maestro, similarmente a molti altri antichissimi e pregiatissimi
Ordini, può concedere ai più fedeli Cavalieri quale particolare segno di considerazione e grazia
personale, il Titolo Nobiliare di “Conte e/o Duca del Santosepolcro e/o
di San Giovanni d'Acri e
Santa Sophia", in via alternativa o aggiuntiva al Cavalierato
Ereditario. Di norma il Titolo Ducale è riservato a Personaggi di
Altissimo Censo e Status Socio-Culturale, ovvero a Membri di Famiglie
Sovrane o ex Sovrane ed ai Nobili dell’Alta Nobiltà (già Duchi e
Principi). Detta ulteriore nobilitazione è riservata solo alle più Alte Personalità e a quei Cavalieri che si siano dimostrati particolarmente legati alla Casa Angelo Tiberio Dobrynia di Roma e di Russia, ed è comunque a "numero chiuso", riservata cioè solo ad una scelta rosa di non oltre 5o Cavalieri. I Duchi appartengono in via eccezionale alla Classe Superiore dei Cavalieri di Gran Collare, e godono di speciali prerogative e privilegi ereditari: Dignità [17] di Primo Cugino del Gran Maestro e dei Reali Membri dell'Augusta Casa, con Crux Meriti Familiare; Trattamento di Altezza Serenissima; nomina ereditaria di Capitano Gran Sorvegliante di Terra Santa (con Fascia d'Onore); nomina vitalizia a Console Onorario dell'Imperial Casa e dell'Imperiale Accademia di Russia; concessione del "Capo dell'Impero" da aggiungere al Loro stemma, all’Arme di Famiglia (all'aquila bicipite nera in campo oro).
RIFERIMENTI E PREROGATIVE STORICHE
________________ NOTE [1]
Gli Ordini Non Nazionali sono Ordini facenti parte del Patrimonio
Araldico di una Nazione o comunque di una entità differente rispetto
alla Nazione nella quale si opera. Sono principalmente Ordini di
Collazione di Famiglie discendenti da ex Sovrani. Una Onorificenza
concessa da un Ordine Dinastico-Familiare è cosa ben
diversa da quelle che la Legge 3 marzo 1951 nr. 178 qualifica come
concesse “da Enti,
Associazioni o Privati”. La Dottrina Giuridica Italiana ha fatto
rilevare più volte che né il concedere, né il fregiarsi di
Decorazioni di Merito e/o cavalleresche indipendenti cade sotto alcuna
Sanzione Penale “purché
limitato alla vita di relazione sociale – omissis –
ed accompagnato sempre
dalla precisazione della specie e della qualità dell’Ordine
Cavalleresco”. (Sentenza della Suprema Corte di Cassazione –
Sezione III del 23 aprile 1959). [2]
Sono Titoli Sovrani i seguenti: Imperatore, Re, Arciduca, Granduca,
Principe Reale e/o Imperiale, Sovrano, Scià, Sultano, Duce, Negus,
Bey, Emiro, etc. [3]
Il Cognome ANGELO è antichissimo. Nella forma italiana continua
quella latina ANGELUS, già
usata, seppure raramente, dai primi Cristiani e che a sua volta
derivava dal greco “ánghelos” cioè “Messaggero”,
forse di origine assira. Secondo taluni sarebbe la traduzione
dall’ebraico “Mal’ak” che significa “Messaggero,
Ministro di Dio” [4]
Afferma l’Hobbes,
nel “Leviathan”, che il Sovrano, perdendo il territorio sul quale
esercitava lo “Jus
imperii” e lo “Jus gladii” non perde tuttavia i Suoi Diritti Sovrani, in quanto,
mentre conserva “in
pectore et in potentia” tali diritti, quale “Pretendente”,
mantiene, nella piena efficacia giuridica, gli altri due elementi
inerenti alla Sovranità, quali lo
“Jus Majestatis” e lo “Jus
Honorum”, vale a dire il diritto (“Jus”)
ad essere onorato ed il diritto a nobilitare, cioè ad armare
Cavalieri e creare Nobili e ciò perché la Sovranità non importa per
sé stessa dominio e proprietà, bensì Giurisdizione ed Imperio,
ond’è inalienabile. Tale principio giuridico, dell’Hobbes, ai
giorni d’oggi viene confermato dalla prevalente Giurisprudenza e
dalla dominante Dottrina, come confermano, tra gli altri, Giovan
Battista UGO nel “Digesto
Italiano” (Torino, 1923); il Prof. Gorino-Causa
dell’Università degli Studi di Torino; il Bascapè
dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, il quale
ultimo precisamente scrive: “La
Famiglia Principesca già Sovrana ha sempre il carattere di una
Dinastia ed il Suo Capo conserva il Titolo e gli attributi
dell’ultimo Sovrano spodestato, col nome di “Pretendente”.
Non si tratta di una Famiglia Principesca privata,
ma sempre di una antica Dinastia, che, come tale, continuerebbe
a distribuire nomine”. [5]
Il Marchese Vittorio Spreti,
nel Suo testo "Brevi Note
sui Comneno" - Bari, luglio 1944,
così comincia la Sua Opera: [6]
Principe. Dal
sostantivo latino “Princeps-cipis” è composto da tema “prim-us” (primo) e “ceps”
dal tema che è in “cap-ere”
(prendere) e sta ad indicare colui che prende il primoposto. Bisogna
fare attenzione fra il Titolo Apicale della Nobiltà Dativa di
Principe ed il Titolo della Nobiltà Nativa di Principe Sovrano o
Principe del Sangue (Princeps
Natus cioè qui Regis
sanguine ortus est), cosa ben diversa. Il figlio Primogenito del
Re d’Inghilterra assume fino dalla nascita il Titolo di Principe di
Galles, quello del Re di Spagna di Principe delle Asturie e quello del
Re d’Olanda di Principe di Orange, quello del Re d’Italia di
Principe di Piemonte. [7] Princeps Natus cioè qui Regis sanguine ortus est. [8]
Ruricense. La Dinastia di Ivan IV Vasilievich detto “il
Terribile”, Terzo Zar di Russia. [9]
Frigia. Trattasi di un'area della Turchia odierna centrale, nelle
Province romane di Asia e Galazia. Alla Pentecoste c'erano dei Giudei
frigi (At 2:10). Paolo passò per questa zone durante il suo secondo e
terzo viaggio (At 16:6; 18:23). Il preciso significato di questi
riferimenti non è chiaro; "la
Frigia e la regione della Galazia" potrebbe significare la
parte della Frigia nella Galazia - cioè, l'area intorno ad Antiochia
di Pisidia. [10]
La Città di AMORIO, che venne presa dagli Arabi nell’838 e tenuta
da essi per breve tempo; conquistata dai Selgiuchidi, venne strappata
loro da Alessio COMNENO, e rimase Bizantina fino alla caduta di
Costantinopoli (1204). Nell’8° e 9° secolo fu una roccaforte
dell’iconoclastia. Ne rimangono le rovine non lontano dall’attuale
Aziziye, anticamente detta Loryma. [11]
Debellatio. Rinuncia totale o passiva, per sé e per i propri
discendenti, a tutte le prerogative Sovrane. [12]
Debellazione. Sconfitta, annientamento, distruzione, anche nel
figurato. Dal latino medievale “Debellàtio-ònis”. [13]
Debellare. Sconfiggere pienamente con azioni guerresche, annientare,
distruggere, espugnare. Dal
latino “Debellàre” con lo stesso significato, derivato di “Bèllum”,
guerra. Dal XIV secolo nel Lessico Italiano. [14] La Famiglia OTTAVIA era originaria di Velletri. Già dai tempi di tarquinio Prisco era stata ammessa da Servio Tullio fra le Famiglie Patrizie, poi era ritornata plebea ed infine Giulio Cesare l’aveva riconosciuta Patrizia. [15] Papa Innocenzo III, era nipote di Papa Clemente III. Colto, Austero, Energico e convinto assertore della Teocrazia e quindi della indiscussa ed indiscutibile superierità del Papa sull’Imperatore, nato a Gavignano (Ciociaria) nel 1160, consacrato Papa il 22 febbraio 1198 e morto a Perugia o Roma il 16 luglio 1216 (?), era figlio di Lotario dei Conti Segni, figlio di Trasmondo, Conte di Segni e di Clarica (o Clarice) SCOTTI, di Famiglia romana (provenienza incerta). Proclamò la Quarta Crociata e bandì pure la Crociata contro gli Albigesi. Sostenne i Regni cristiani nella penisola iberica nella lotta contro gli Arabi, che vennero sconfitti nel 1212 a Las Navas de Tolosa. Nel 1215 promosse il Concilio Lateranense, dove si condannavano i Catari e i Valdesi, vennero decise misure repressive per gli eretici e si stabilirono severe regole di comportamento per il Clero Cattolico. Con Papa Innocenzo III nascono gli stemmi papali. Suoi nipoti furono i Papi Gregorio IX ed Alessandro IV da “I Papi ”, di Memmo Caporilli, Nuova Editrice Spada, N.E.S., 1985 ed altre fonti). [16] Corona di Cavaliere di Nascita e perciò trasmissibile (anche questa Moderna, veggasi deliberazione della “Consulta Araldica del Regno d’Italia”, 4 maggio 1870). E’ un cerchio d’oro puro velato rabescato, brunito ai margini sostenente quattro grosse perle poste sul cerchio, delle quali se ne vedono soltanto tre. [17] Dignità. Etimologicamente, il termine “dignità” deriva dal latino “dignitas-atis”, astratto di “dignus”, meritevole, degno di rispetto nell’opinione comune, eccellente, che per le sue qualità, per gli atti, i costumi e simili, merita lode, onore, e così via. _________________ |
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