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I
Colui che è saggio, non ha servi, egli è il proprio servo. Non ha
padroni, egli è il proprio padrone. Colui che è saggio, non ha
casa, ovunque è la sua casa Non ha famiglia, tutti sono la sua
famiglia. Colui che è saggio dorme come un bambino, nei suoi occhi
è la luce umida della bontà.
II
Colui che è saggio, vive con la semplicità dell'acqua. Questa non
si inchina a nessuno, oppure permane immutabile ed eterna. Si adegua
ad ogni recipiente senza sminuirsi di valore, col freddo, si
indurisce come diamante. E' fragile ed impetuosa, utile ed
armoniosa. Porta con se la ninfa vitale del divenire, senza superbia
nè vanità.
III
Tutte le volte che una verità trionfa, l'uomo la esalta e la
trasforma, fino a farla diventare menzogna. L'uomo saggio non parla
di verità, vive la verità. Non forza ne eventi ne soluzioni. Da
importanza grande alle cose che sembrano piccole, e piccole alle
cose che sembrano grandi. Per ricercare la verità, non indaga come
gli altri operano, poichè egli non fa censimenti ma scelte. Queste
possono anche contrariare i suoi piaceri terreni. Colui che è
saggio opera per la verità con bontà, da lui è lontana l'astuzia
del tornaconto.
IV
Colui che è saggio ama il bello senza possederlo. Non definisce
cose ed eventi per ciò che debbano essere ma per ciò che non
debbano essere. Così fa lo scultore che purifica la pietra con gli
attrezzi, da tutto ciò che non è la verità che cerca. Colui che
è saggio compie una cosa per volta. La sua continua ricerca è la
bontà. Egli sa che il saggio confonde lo stolto, ma che il buono può
confondere il saggio. La verità è che la saggezza è un carro che
per muoversi deve essere trainato dalla bontà.
V
Il
buono, è colui che potendo fare male, sceglie il bene. Il pacifico,
è colui che potendo fare la guerra, scegli la pace. Essere
significa quindi scegliere di essere e non dovere essere. Non mi
direte che un vegliardo è casto, che un povero è parsimonioso, che
un neonato è pacifico. Pacifico è colui che porta la spada e non
la sguaina. Chi non porta la spada non saprà mai se è pacifico.
L'uomo saggio quindi, riconosce la sua malvagità, trae la sua arma
ed abbatte un pino centenario. Riposa poi il sopravvento dello
spirito con la stanchezza del corpo, corre ad accarezzare i
fanciulli ed aiutare il suo prossimo, poichè ha scelto la via della
pace.
VI
Colui che è saggio è dolce e dignitoso. L'una cosa è anche
l'altra. Non v'è dolcezza senza dignità, ne dignità senza
dolcezza. Dolcezza senza dignità è cedere a tutto. Dignità senza
dolcezza è superbia verso tutto. Colui che è saggio prende esempio
dalla natura. Questa, col suo divenire, parla senza parole, vede
senza guardare e permane eterna in dolce dignità e dignitosa
dolcezza.
VII
Colui
che è saggio ama tutte le cose. Egli sa: che lo spuntare del
mattino che dura un attimo, è pari alla bellezza della foresta, che
ha impiegato due secoli a divenire. Egli sa che la lumaca ha il suo
posto come la lepre, che la tigre ha il suo posto come lo ha
l'insetto, che un grande cammino comincia con un piccolo passo, una
dotta citazione con una semplice parola, un grande territorio con un
granello di terra, una tremenda alluvione con una goccia d'acqua,
come da una piccola goccia ha inizio la vita.
VIII
Colui
che è saggio, non uccide. Egli sa che prima o poi tutti gli uomini
dovranno morire da soli. L'uomo saggio non compie ciò che la natura
compie per proprio conto. La natura è un opera totale che si muove
con regole a noi ignote. Divenendo, essa è sovrana e confonde la
nostra indagine. L'uomo potrà scoprire i suoi effetti, ma non la
forza radiante che la guida. Colui che è saggio sa che il calore si
può definire per i suoi effetti e non per la sua assenza. così
l'amore ed odio nell'uomo, sono presenze che hanno effeti e non
definizioni.
IX
Colui che è saggio, segue la sua natura e cessa il tormento
meditando. Egli sarà genuino se i suoi pensieri non saranno legati.
Colui che è saggio non ricaccia i suoi sentimenti, e non
opponendosi si libera della cattiva natura, tornando ad essere
uguale al perfetto risveglio. Egli non si sforza di essere. Attende
il realizzarsi senza impazienza. L'uomo saggio sa perfettamente che
non si può sfuggire ad una tremenda confusione, operando con la
mente sulla mente.
X
Il
millepiedi viveva felice e tranquillo, finchè un giorno il
calabrone gli disse per scherzo: "in che ordine camminano i
tuoi piedi?" Il millepiedi ora giace in un fosso immobile e
perplesso, sta riflettendo su come muoversi. Egli non sa di essere
dominato da un problema inesistente. Colui che è saggio, sa che per
i viventi, tanto è facile creare l'artificio, quanto difficile è
contrariare lo spontaneo. Il saggio non cerca artifici per ciò che
spontaneamente sviluppa la propria essenza. |