a cura dell'Ateneo A.S.A.M. University - Roma

I 10 Princìpi di Saggezza

I


Colui che è saggio, non ha servi, egli è il proprio servo. Non ha padroni, egli è il proprio padrone. Colui che è saggio, non ha casa, ovunque è la sua casa Non ha famiglia, tutti sono la sua famiglia. Colui che è saggio dorme come un bambino, nei suoi occhi è la luce umida della bontà.

II


Colui che è saggio, vive con la semplicità dell'acqua. Questa non si inchina a nessuno, oppure permane immutabile ed eterna. Si adegua ad ogni recipiente senza sminuirsi di valore, col freddo, si indurisce come diamante. E' fragile ed impetuosa, utile ed armoniosa. Porta con se la ninfa vitale del divenire, senza superbia nè vanità.

III


Tutte le volte che una verità trionfa, l'uomo la esalta e la trasforma, fino a farla diventare menzogna. L'uomo saggio non parla di verità, vive la verità. Non forza ne eventi ne soluzioni. Da importanza grande alle cose che sembrano piccole, e piccole alle cose che sembrano grandi. Per ricercare la verità, non indaga come gli altri operano, poichè egli non fa censimenti ma scelte. Queste possono anche contrariare i suoi piaceri terreni. Colui che è saggio opera per la verità con bontà, da lui è lontana l'astuzia del tornaconto.

IV


Colui che è saggio ama il bello senza possederlo. Non definisce cose ed eventi per ciò che debbano essere ma per ciò che non debbano essere. Così fa lo scultore che purifica la pietra con gli attrezzi, da tutto ciò che non è la verità che cerca. Colui che è saggio compie una cosa per volta. La sua continua ricerca è la bontà. Egli sa che il saggio confonde lo stolto, ma che il buono può confondere il saggio. La verità è che la saggezza è un carro che per muoversi deve essere trainato dalla bontà.

V

Il buono, è colui che potendo fare male, sceglie il bene. Il pacifico, è colui che potendo fare la guerra, scegli la pace. Essere significa quindi scegliere di essere e non dovere essere. Non mi direte che un vegliardo è casto, che un povero è parsimonioso, che un neonato è pacifico. Pacifico è colui che porta la spada e non la sguaina. Chi non porta la spada non saprà mai se è pacifico. L'uomo saggio quindi, riconosce la sua malvagità, trae la sua arma ed abbatte un pino centenario. Riposa poi il sopravvento dello spirito con la stanchezza del corpo, corre ad accarezzare i fanciulli ed aiutare il suo prossimo, poichè ha scelto la via della pace.

VI


Colui che è saggio è dolce e dignitoso. L'una cosa è anche l'altra. Non v'è dolcezza senza dignità, ne dignità senza dolcezza. Dolcezza senza dignità è cedere a tutto. Dignità senza dolcezza è superbia verso tutto. Colui che è saggio prende esempio dalla natura. Questa, col suo divenire, parla senza parole, vede senza guardare e permane eterna in dolce dignità e dignitosa dolcezza.

VII

Colui che è saggio ama tutte le cose. Egli sa: che lo spuntare del mattino che dura un attimo, è pari alla bellezza della foresta, che ha impiegato due secoli a divenire. Egli sa che la lumaca ha il suo posto come la lepre, che la tigre ha il suo posto come lo ha l'insetto, che un grande cammino comincia con un piccolo passo, una dotta citazione con una semplice parola, un grande territorio con un granello di terra, una tremenda alluvione con una goccia d'acqua, come da una piccola goccia ha inizio la vita.

VIII

Colui che è saggio, non uccide. Egli sa che prima o poi tutti gli uomini dovranno morire da soli. L'uomo saggio non compie ciò che la natura compie per proprio conto. La natura è un opera totale che si muove con regole a noi ignote. Divenendo, essa è sovrana e confonde la nostra indagine. L'uomo potrà scoprire i suoi effetti, ma non la forza radiante che la guida. Colui che è saggio sa che il calore si può definire per i suoi effetti e non per la sua assenza. così l'amore ed odio nell'uomo, sono presenze che hanno effeti e non definizioni.

IX


Colui che è saggio, segue la sua natura e cessa il tormento meditando. Egli sarà genuino se i suoi pensieri non saranno legati. Colui che è saggio non ricaccia i suoi sentimenti, e non opponendosi si libera della cattiva natura, tornando ad essere uguale al perfetto risveglio. Egli non si sforza di essere. Attende il realizzarsi senza impazienza. L'uomo saggio sa perfettamente che non si può sfuggire ad una tremenda confusione, operando con la mente sulla mente.

X

Il millepiedi viveva felice e tranquillo, finchè un giorno il calabrone gli disse per scherzo: "in che ordine camminano i tuoi piedi?" Il millepiedi ora giace in un fosso immobile e perplesso, sta riflettendo su come muoversi. Egli non sa di essere dominato da un problema inesistente. Colui che è saggio, sa che per i viventi, tanto è facile creare l'artificio, quanto difficile è contrariare lo spontaneo. Il saggio non cerca artifici per ciò che spontaneamente sviluppa la propria essenza.

 
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