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| La concessione di titoli nobiliari | |||
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________________________________ LA NOBILTA’
Siamo tutti uguali, d’accordo, ma chi può negare
che un Albert EINSTEIN, una Madre Teresa di Calcutta, un Padre Pastore
Albert SCHWEITZER o un Napoleone BONAPARTE si siano distinti su tutti gli
altri per delle peculiari qualità? Nei
tempi antichi, i migliori venivano premiati dal Sovrano, per queste qualità
eccezionali, tramite concessione di titolo nobiliare, tant’è che il
milanese Conte Pietro VERRI, in una Sua lettera del 1780, chiama i Nobili
“frazioni del Sovrano”. Questa è l’origine, quindi di antidemocratico non c’è proprio nulla. Nessuno nega che possano esistere persone borghesi o di origini umilissime che possano avere una grandissima Nobiltà dell’Animo, ma il Vero Nobile è colui il quale possiede entrambe le Nobiltà, quella del Blasone assieme a quella del Cuore, Nobiltà congiunte ed intimamente unite, giammai disgiunte, giacché se la Nobiltà non è “Virtù” universalmente conosciuta, essa non è onore ma soltanto sterile appartenenza ad un albero genealogico. La vera Nobiltà, inoltre spinge i discendenti a eguagliare e superare i propri Avi nelle Virtù ed a continuare in tal modo la tradizione di Bontà genetica della Gens, bontà che si evince e palesa spiritualmente come mondanamente. Ma talvolta, proprio per chi vuole aggiungere VERA
Gloria ad altrettanto Vera Gloria, o per chi pur proveniendo da una “Familia”
per bene, onesta ma Notabile e non Nobile, si fa strada il desiderio
prepotente di potere dotare la propria persona e la propria discendenza di
un titolo Nobiliare di grado più o meno elevato. Giova senza meno ricordare che un titolo nobiliare
attuale, cioè “fresco”, se
meritato e ben usato, è pari a
quello assunto nei secoli trascorsi da una Famiglia di Nobiltà cosìdetta “Antica e Generosa”.
COME E
PERCHE’ AVVIENE LA CONCESSIONE DI TITOLI NOBILIARI Il titolo o i titoli, che vengono conferiti a persone
d’indiscussa ed indiscutibile moralità, possono essere liberamente
usati e non debbono essere iscritti in nessun Registro Statale (poiché
come si ricorda, la Consulta Araldica del Regno non esiste più), anche se
taluni, onde dare pubblicità alla cosa e fare valere i loro diritti “erga
omnes” fanno talvolta iscrivere le Lettere Patenti[1]
di Nobiltà tramite Notaio al Pubblico Registro, Atti Pubblici. I titoli che possono vengono solitamente ottriati
sono i seguenti: ·
Principe ·
Duca ·
Marchese ·
Conte ·
Conte
Palatino ·
Visconte ·
Barone ·
Nobile ·
Cavaliere
ereditario I suddetti titoli nobiliari possono essere concessi
“ad personam” ovvero con trasmissibilità alla discendenza. In base alla legittimità della “Fons
Honorum” della Casata Reale e/o Imperiale concedente,
il Nobile assume corona, stemma e distinzione araldicamente
accettati anche se la nobilitazione gli proviene da Ente, cui non fanno
riscontro organi competenti di altri Stati, atti a sanzionare la legalità.
COME PUO’
ESSERE CONCESSO IL TITOLO NOBILIARE? Il titolo nobiliare può venire concesso in tre modi: 1. appoggiato direttamente al cognome della persona
insignita; 2. sul predicato, richiamantesi a luoghi situati nel
territorio sopra il quale dominò la Dinastia in questione, sia essa stata
Reale e/o Imperiale, la quale ancora giuridicamente viene considerata
Sovrana di quei Domini; 3. appoggiato sopra denominazioni relative a proprietà
terriere della persona insignita. LEGALITA’ DEI
TITOLI NOBILIARI: LA COSTITUZIONE ITALIANA “I titoli
nobiliari non sono riconosciuti. QUALI SONO LE
MOTIVAZIONI CHE PROMUOVONO LA CONCESSIONE DEL TITOLO NOBILIARE? La concessione del titolo nobiliare, non essendo
prerogativa dello Stato, avviene per virtù dei meriti riconosciuti alla
persona dal Potere, dalle Prerogative e dalle Facoltà Discrezionali del
Capo della Reale e/o Imperiale Casa (sempre che non abbia subito la “debellatio[2]”),
per preclari atti di Valore e/o di Carità e per il riconoscimento
di Benemerenze conseguite, privatamente o pubblicamente, ma che abbiano
toccato la sensibilità del Principe, ciò a prescindere da rapporti
costituiti con la cosa pubblica (“Res
Publica”) e con la Patria di appartenenza del candidato. I predetti titoli, che vengono conferiti a persone
d’indiscussa moralità, possono essere liberamente usati e non devono
essere inscritti in alcun Registro di Stato, poiché quelli annotati ai
sensi e per gli effetti dell’ordinamento nobiliare italiano, riguardano
esclusivamente i titoli nobiliari concessi dal Capo della Casa Savoia. I titoli che possono essere concessi sono: Principe,
Duca, Marchese, Conte, Visconte, Barone, Nobile, Cavaliere ereditario;
essi possono essere concessi con trasmissibilità alla prole o,
compatibilmente ai desideri del titolato, ai nipoti. Nobiltà, significa propriamente notorietà di ascendenza, e quindi Fama. NOTE [1] Lettere Patenti. Dicevasi Nobiltà per “Lettere Patenti” quella creata dal Principe come Premio di Nobili Azioni e qualche volta per forti somme pagate all’Erario dello Stato, o per favorire qualche persona cara. Sìccome, giusta quanto diceva il SORGE, Iurispr. Forens. Tom. IV, pag. 287, “Omnis Nobilitas fluit a Rege, tamquam a fonte et ipse suo privilegio potest facere nobilem quemlibet”, il Re era insindacabile nell’esercizio di questa Sua prerogativa. [2] Anche se, a onor del Vero, la Debellatio non intacca né comunque può inficiare la sorgente di onori che è inscindibilmente legata alla persona di Real Sangue, sia o non sia questa sul Trono di uno Stato. L’ultimo Re di Spagna, dopo la Sua partenza da Madrid (Egli era stato legalmente deposto dal Trono) e durante la Repubblica instaurata in Ispagna, concesse ad uno spagnolo del Suo seguito, il fedelissimo Marchese De Torres, il Titolo di Duca di Larnaca (Cipro). Personalità eminenti ed anche Sua Maestà Vittorio Emanuele III indagarono sulla legittimità di tale nomina. Tutti furono concordi nel ritenere legittima la nomina siccome proveniente dalla Sovranità legittima nominale sull’Isola di Cipro che i Borboni di Spagna al pari dei Savoia e dei Borboni Due Sicilie che detengono insieme al Titolo di Re di Gerusalemme. Il Regno di Gerusalemme era costituito da quattro grandi Feudi, il più importante dei quali era dato dal Principato di Galilea. (fonte principale: “Giudicato sulle origini – storia – natura del Costantiniano Ordine di S. Giorgio d’Antiochia e della Corona Normanna d’Altavilla – Sulla qualità Principesca e Titoli di Pretensione della Real Casa Normanna d’Altavilla – Sicilia / ad uso riservato dei Dignitari dell’Ordine e degli Uffici Dipendenti - Pretura di Roma – Sezione VII – N. 23.828/48 R. G. 5.143 bis”). ___________________ (a cura dell'A.S.A.M. University, Roma) |
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